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Nylon - L'indecente

"L'indecente" è il singolo pubblicato dalla band pavese denominata Nylon; vediamo nel dettaglio il nostro giudizio:

  • Testo: 7
  • Musica: 7+ Molto bello l'utilizzo di pentolame ben curato per quanto riguarda la parte ritmica del brano
  • Radiofonicità: 5,5 Dati i palinsesti degli ultimi anni ed in base ai gusti delle persone il brano non lo si può classificare come "brano radiofonico", ma bensì dedicato ad un pubblico più di nicchia 
  • Originalità: 7

Voto finale: 6,5

Voto tutto sommato abbastanza ingeneroso, ma guardando la situazione critica dei palinsesti italiani sarà dura poterlo vedere in una posizione alta nelle classifiche

Autore: Davide Montenovi
Compositore: Davide Montenovi

Sai che impudenza la pretesa di cantare una canzone originale
Ma io me ne onoro ed esco dal coro
Delle voci qualunquiste di morali perbeniste

 

meste e nefaste
È differenza o è indecenza?
io vedevo
io vedevo
io vedevo e stravedevo per la rossa che passava nella stanza quasi fosse una tempesta
ed il cerchio alla testa viene a me
quando penso a quanto è bello cedere
quando penso è la vita vorrei
quando penso voglio stare insieme a lei
io morivo
io morivo
io morivo e arrossivo per la mora che ammiccava a distanza all’altro lato della stanza
ed il cerchio alla testa non va via
già mi sento in odore di follia
Già mi sento è la vita che vorrei
Già mi sento voglio stare insieme a lei
Non perderei
Un minuto del mio tempo a fuggire il mio tormento
E sia quel che sia
Sai che euforia
Il dolore di un amore quando nasce quando muore
Quando cede all’ardore
È divertente quello che chiami indecente
Io contavo
Io contavo
Io contavo e ricontavo della riccia ogni riccio un capriccio ogni mossa una promessa
Ed il cerchio cinge tutta la città
In cui trovo mille delle mie metà
In cui penso è la vita che farei
In cui penso voglio sempre e solo lei
Io non vorrei
Che fosse male interpretato quel che dico quel che faccio
Ma sai che farei
Io abbraccerei
Il mondo intero in un amplesso per amore e non per sesso
Immagina che spasso
È inusuale quello che chiami volgare
Io cadevo
Io cadevo
Io cadevo tra le gambe della vita a ogni discesa una salita ogni notte un’altra amica
Sai c’è chi mi taccia oggi di indecenza
Perché canto vivo e godo ad oltranza
Ma questa è la vita che farei
E ormai lo sai io vorrò sempre e solo lei